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Accise sui Carburanti: Guida Pratica a come finanziare la Storia (a tue spese)

​Se ogni volta che fai il pieno hai la sensazione di stare offrendo un caffè a un intero reggimento di fantasmi del passato, congratulazioni: il tuo sesto senso funziona benissimo. In Italia, non compriamo solo benzina o gasolio; compriamo pezzi di storia, ricostruzioni post-belliche e missioni internazionali, il tutto comodamente servito tramite la pompa di calore del tuo benzinaio di fiducia.

​Che cos’è l’accisa? (Oltre a un travaso di bile)

​Tecnicamente, l’accisa è un’imposta sulla fabbricazione e sulla vendita. A differenza dell’IVA, che è una percentuale sul prezzo, l’accisa è una quota fissa per ogni litro. Non importa se il petrolio scende a 10 dollari al barile o se scoppia la pace nel mondo: la quota dello Stato resta immobile come un gatto di marmo.

​I “Greatest Hits” delle nostre tasche: la storia

​La parte più divertente (si fa per dire) è che molte delle accise che paghi oggi sono nate per emergenze che i tuoi nonni hanno studiato sui libri di scuola. Anche se dal 1995 sono state accorpate in un’unica imposta indifferenziata e dal 2013 sono diventate “strutturali” (tradotto: non le toglieranno mai), ecco cosa stai ancora finanziando ogni volta che schiacci il grilletto dell’erogatore:

  • Guerra d’Etiopia (1935): Circa 0,001 €/litro. Sì, stiamo ancora pagando per una guerra coloniale di quasi un secolo fa.
  • Crisi di Suez (1956): Circa 0,007 €.
  • Disastro del Vajont (1963): 0,005 €. La diga è ancora lì, il debito pure.
  • Alluvione di Firenze (1966): 0,005 €.
  • Terremoto del Belice (1968): 0,005 €.
  • Terremoto del Friuli (1976): 0,051 €.
  • Terremoto dell’Irpinia (1980): 0,038 €.
  • Missione in Libano (1983): 0,106 €.
  • Missione in Bosnia (1996): 0,011 €.
  • Contratto Autoferrotranvieri (2004): 0,020 €. Perché giustamente, se guidi la macchina, devi aiutare chi guida il bus. Logico, no?

​E la lista continua con il terremoto dell’Aquila, l’emergenza immigrazione dopo la crisi libica e persino il finanziamento della cultura. In pratica, il tuo serbatoio è un mecenate del Rinascimento e un soccorritore della Protezione Civile tutto in uno.

​Quanto ci costa oggi? (Aggiornamento 2026)

​Veniamo ai numeri crudi, quelli che fanno male al portafoglio. Nel 2026, grazie ad alcuni decreti che hanno cercato di “armonizzare” (parola diplomatica per dire “alzare dove costava meno”) le tariffe, la situazione è questa:

CarburanteAccisa (Euro per litro)
Benzina0,6729 €
Gasolio (Diesel)0,6729 €
GPL0,1472 €

Nota bene: il gasolio ha ormai raggiunto la benzina. Quella vecchia storia del “compro il diesel perché risparmio alla pompa” è diventata un ricordo sbiadito come le foto del matrimonio dei tuoi genitori.

​E non dimenticare la beffa finale: l’IVA al 22% si applica anche sull’accisa. Esatto, paghiamo una tassa (l’IVA) su un’altra tassa (l’accisa). È la Inception del fisco italiano: un incubo dentro un incubo.

​L’angolo del risparmio (o della sopravvivenza)

​Se guidi un’auto a GPL, puoi farti una mezza risata. Con circa 0,14 € al litro di accisa, sei il meno tartassato della compagnia. Certo, consumerai un po’ di più e dovrai cambiare il serbatoio ogni dieci anni, ma almeno non senti il peso della Guerra d’Etiopia sulle spalle ogni lunedì mattina.

​Conclusione

​Le accise sono come quegli ospiti che si imbucano alle feste, mangiano tutto il buffet e poi si rifiutano di andarsene anche quando hai spento le luci. Sono qui per restare. Quindi, la prossima volta che fai il pieno, non guardare il totale. Pensa che stai contribuendo alla ricostruzione di Firenze e alla cultura italiana. Ti sentirai un uomo migliore. O almeno, un uomo con le tasche molto più leggere.

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